La Sede Magistrale

La Sede Magistrale dell’Ordine Sovrano Militare del Tempio di Jerusalem 1804 si trova nel Santuario della Madonna di Briano nel comune di Villa di Briano (CE).

Cappella del Madonna di Briano con Don Crescenzo Molinaro

Cenni Storici

Il piccolo tempio è di forma oblunga, misura metri 14 per 6,50, ad una sola navata.

A sud, a distanza di due chilometri si trova Frignano Piccolo, ora Villa di Briano, mentre a nord, a circa un chilometro si trovano i Regi Lagni.

Il tempietto è affiancato da un fabbricato, che, era adibito ad orfanotrofio, ed è circondato da uno spazio che pur nella sua ampiezza, non è sufficiente a contenere la popolazione, che ivi si raccoglie il lunedì in albis.

Nella piccola abside semicircolare, a mezza cupola, sta l’altare maggiore, su cui brilla, con il suo diadema d’oro, la icone della Vergine Santissima. Le pareti laterali della chiesetta son tappezzate da affreschi.

Possiamo affermare dell’esistenza di un villaggio con al centro la chiesetta.

Sull’esistenza del villaggio, Briana, ci è venuta conferma dai “tombaroli”, i quali, hanno messo in luce la presenza di numerose tombe di epoca romana.

La chiesetta, originariamente, era un tempietto pagano. Ciò si deduce, da qualche vecchio documento, che indica il luogo come ara maxima, intendevano quell’altare, dove erano soliti celebrare i sacrifizi.

Il villaggio, insieme alla sua chiesetta ha alternato momenti di brillantezza a momenti di puro abbandono.

I monaci benedettini, forse del monastero di Montecassino, allungatisi in quel posto, pensarono di sfruttare quel tempietto, del quale esistevano solo ruderi, costruendovi un’edicola intitolata alla vergine, chiamandola Santa Maria.

Ciò avvenne dopo il 430.

Altre notizie si hanno nel 982, perché questo fu l’anno della contesa, tra l’arcivescovo di Capua e alcuni contadini di Vico Pantano e Frignano Piccolo, a riguardo di una Madonna, detta di Santa Maria.

La contesa fu aspra e lunga, quelli di Frignano Piccolo prevalsero.

Con il Mille le cose cambiano e il nome di Briana e di Santa Maria diventano più familiari.

Esistono diversi documenti che non lasciano dubbi sulla loro esistenza e sulla loro storia.

Il primo documento, e anche il più importante, perché visibile, si rinviene nello stesso tempietto.

Appena entrati in esso dalla porta centrale, sulla parete sinistra, c’è una porticina a due battenti, la quale chiude una nicchietta, in questa nicchietta si trovano due dipinti.

Il primo è l’immagine del vescovo San Tammaro, all’altezza della testa, anticamente, a quanto riferisce l’arciprete don Luigi Papa, che fu presente alla scoperta del dipinto, si leggeva la composizione, il 1070. La seconda immagine è il volto di un angelo.

Alcune pergamene conservate nell’archivio vescovile di Aversa ci forniscono informazioni sugli anni 1143, 1144, 1233.

L’anno 1342 segna un principio ed una fine: il principio della vita della parrocchia di Frignano Piccolo, nel senso giuridico della parola; Pietro Laurenti fu nominato cappellano, cioè parroco di S. Maria Assunta; la fine di Briana come villaggio e come importanza della chiesetta.

Resta la certezza che il tempietto versava in uno stato di completo abbandono per cui dobbiamo arrivare al 1549 per risentire quel nome, per apprendere che tutti quei sacerdoti, ai quali era conferita la nomina di rettori di quella chiesa erano costretti a dimettersi, perché non resistevano ai malefici effetti dell’aria malsana.

L’unico a persistere, alla violenza dei tempi e all’aria mefitica della palude, era il tempio di Santa Maria di Briana, non più considerata una chiesa indipendente, bensì come cappella rurale, che veniva concessa in beneficio.

Nel 1587 la chiesetta fu aggregata al Monastero di Montevergine di Torre del Greco. Dopo l’eruzione del Vesuvio del 1621 che distrusse il monastero di Torre del Greco, le terre e la chiesetta di Briana passarono sotto la giurisdizione del monastero di Montevergine di Aversa.

La chiesetta di S. Maria di Briana passò nel 1717 sotto la giurisdizione della parrocchia di Frignano Piccolo. Nel 1772, su ordine di Mons. Nicola Borgia fu rinnovato il tetto della chiesetta.

Nel 1804, l’arciprete don Antonio Bruno dovette far cessare l’attività, del tutto abusiva, di tale Antonio Solidone di Frignano Piccolo che vendeva bevande ai viandanti, sistemandosi nell’atrio della cappella.

Nella sala attigua alla chiesetta, detta “sala dei miracoli”, si notano le pareti coperte di tavolette votive pittoriche e immagini fotografiche portate dai fedeli per grazia ricevuta. Abbracciano un periodo che va dal 1882 al 1984.

Alla guida della chiesetta si sono alternati diversi parroci, vogliamo ricordare la figura di un innovatore, Don Paolo dell’Aversana, che è stato nostro Cappellano Maggiore

Don Paolo dell’Aversana

Il Priore Generale d’Italia Fra’ Umberto Caruso, con alcuni Cavalieri e Don Paolo dell’Aversana

Le celebrazioni nel Santuario

In linea con l’ospitalità del Santuario sia nella chiesetta della Madonna di Briano che nell’attigua chiesa all’aperto, l’Ordine celebra sia le cerimonie liturgiche che gli antichi riti di Elevazione a Cavaliere, oppure le Ritualità previste dal Calendario Templare.

Celebrazione della Natività di Maria con S.E.R. Mons. Angelo Spinillo

Celebrazione della Natività di Maria con S.E.R. Mons. Angelo Spinillo

Elevazione a Cavaliere ed Accettazione nel Tempio dei postulanti

La Cappella posta all’ultimo Piano

Il Santuario possiene anche una cappella posta all’ultimo piano, che usiamo in altri momenti per celebrazioni liturgiche o riti del Calendario Templare

Il Teatro del Santuario

Il complesso del Santuario della Madonna di Briano, ha al suo interno un piccolo teatro, che diventa il luogo privilegiato per cerimonie laiche come i convegni e consegne di eventuali diplomi di benemerenza

Convegno sulla Sindone Icona Templare

Convegno sul Santuario della Madonna di Briano