{"id":262,"date":"2021-03-16T20:26:07","date_gmt":"2021-03-16T19:26:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.osmtj1804.org\/it\/?page_id=262"},"modified":"2021-03-16T20:26:09","modified_gmt":"2021-03-16T19:26:09","slug":"la-primitiva-regola-dellordine","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.osmtj1804.org\/it\/la-primitiva-regola-dellordine\/","title":{"rendered":"La primitiva Regola dell&#8217;Ordine"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel Concilio di Troyes del 1129 San Bernardo da Chiaravalle, il teologo pi\u00f9 influente del tempo, scrisse e fece approvare la Regola dei Templari.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"481\" height=\"398\" src=\"https:\/\/www.osmtj1804.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/nova-militia-chirsti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66\" srcset=\"https:\/\/www.osmtj1804.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/nova-militia-chirsti.jpg 481w, https:\/\/www.osmtj1804.org\/it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/nova-militia-chirsti-300x248.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 481px) 100vw, 481px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Questa Regola era costituita da 72 articoli (numero simbolico che si riferiva a quello dei Libri Sacri che compongono la Bibbia e al numero dei discepoli di Ges\u00f9).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I \u2013 Quale divino ufficio debbano udire<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Voi che rinunciate alla propria volont\u00e0, e tutti gli altri che, per la salvezza delle loro anime, militano con noi per un determinato tempo, con cavalli e armi per il sommo re, abbiano cura di udire con pio e autentico desiderio, nella loro totalit\u00e0, Matutini e l\u2019Integro Servizio, secondo l\u2019istituzione canonica e la consuetudine dei dottori regolari della Santa Citt\u00e0. Soprattutto da voi, venerabili fratelli, \u00e8 dovuto il sommo grado, poich\u00e9 disprezzata la luce di questa vita, e superata la preoccupazione dei vostri corpi, avete promesso di disprezzare il mondo incalzante per amore di Dio per sempre: cibati e saziati dal divino cibo, iniziati e confermati dai precetti del Signore, dopo la consumazione del Divino Mistero nessuno tema la battaglia, ma sia preparato alla corona.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>II \u2013 Dicano le preghiere del Signore, se non hanno potuto udire il servizio di Dio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre se un fratello, a cuasa della lontananza, dovutaa a &nbsp;un impegno della cristianit\u00e0 orientale (e questo non dubitiamo avvenga spesso) non potesse udire per tale assenza il servizio di Dio, dovr\u00e0 recitare: per Matutini tredici orazioni del Signore e per le singole ore, sette; per i Vespri, riteniamo se ne debbano recitare nove, e questo lo affermiamo unanimemente a libera voce. Questi infatti impegnati cos\u00ec in un lavoro di preservazione, non possono accorrere nell\u2019ora opportuna al Divino Ufficio. Ma se fosse possibile, nell\u2019ora stabilita non trascurino quanto dovuto per istituzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>III \u2013 Che cosa fare per i fratelli defunti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando uno dei fratelli professi sacrifica ci\u00f2 che \u00e8 impossibile strappare alla morte, che non risparmia nessuno, ci\u00f2 che \u00e8 impossibile strappare: ai cappellani e ai sacerdoti, che con voi caritatevolmente e temporaneamente servono al Sommo Sacerdote, comandiamo con carit\u00e0 di offrire per le loro anime a Cristo con purezza di spirito l\u2019ufficio e la Messa solenne. I fratelli ivi presenti, che pernottano pregando per la salvezza del fratello defunto, dicano cento orazioni del Signore fino al settimo giorno per il fratello defunto: dal giorno in cui fu annunciata la morte del fratello, fino al predetto giorno, il numero centenario venga rispettato con fraterna osservanza nella sua integrit\u00e0 con divina e misericordiosa carit\u00e0 scongiuriamo, e con pastorale autorit\u00e0, comandiamo, che ogni giorno, come al fratello si dava e si doveva nelle necessit\u00e0 cos\u00ec si dia ad un povero fino al quarantesimo giorno ci\u00f2 che \u00e8 necessario al sostentamento di questa vita, per quanto riguarda cibo e bevanda. Del tutto proibiamo ogni altra offerta, che nella morte dei fratelli, e nella solennit\u00e0 di Pasqua, inoltre nelle altre solennit\u00e0, la spontanea povert\u00e0 dei poveri commilitoni di Cristo era solita in modo esagerato dare al Signore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IV \u2013 I cappellani ricevano soltanto vitto e vestito<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Comandiamo che per comune accordo del capitolo le altre offerte e tutte le altre specie di elemosine, in qualunque modo siano, vengano date con attenta cura ai cappellani o gli altri che restano temporaneamente. Perci\u00f2 i servitori della Chiesa abbiano soltanto vitto e vestito secondo l\u2019autorit\u00e0, e non pretendano di avere nulla di pi\u00f9, tranne che i maestri spontaneamente e caritatevolmente abbiano dato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>V \u2013 I soldati temporanei defunti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono tra di noi dei soldati che temporaneamente e misericordiosamente rimangono della casa di Dio, e Tempio di Salomone. Perci\u00f2 con ineffabile supplica vi preghiamo, scongiuriamo, e anche con insistenza comandiamo, che nel frattanto la tremenda potest\u00e0 avesse condotto qualcuno all\u2019ultimo giorno, per amore di Dio, fraterna piet\u00e0, un povero abbia sette giorni di sostentamento per la sua anima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VI \u2013 Nessun fratello professo faccia un\u2019offerta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo decretato, come pi\u00f9 sopra fu detto, che nessuno dei fratelli professi presuma di trattare un\u2019altra offerta, ma giorno e notte, con cuore puro, rimanga nella sua professione, affinch\u00e9 sia in grado di eguagliare il pi\u00f9 santo dei profeti in questo: prender\u00f2 il calice della salvezza, e nella mia morte imiter\u00f2 la morte del Signore; poich\u00e9 come Cristo diede la sua anima per me, cos\u00ec anche io sono pronto a dare l\u2019anima per i fratelli, ecco l\u2019offerta giusta, ecco l\u2019ostia viva gradita a Dio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VII \u2013 Non esagerare nello stare in piedi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo sentito con le nostre orecchie da un sincerissimo testimone, che voi assistete al divino ufficio stando costantemente in piedi; questo non comandiamo anzi vituperiamo; comandiamo che finito il salmo \u201cVenite esultiamo al Signore\u201d con l\u2019invitatorio e l\u2019inno, tutti siedano tanto i forti quanto ai deboli, per evitare scandalo. Voi che siete presenti, terminato ogni salmo, nel dire \u201cGloria al Padre\u201d, con atteggiamento supplice alzatevi dai vostri scanni verso gli altari, per riverenza alla Santa Trinit\u00e0 ivi nominata, e insegnammo ai deboli il modo di chinarsi. Cos\u00ec anche nella proclamazione del Vangelo, e al \u201cTe Deum laudamus\u201d, e durante tutte le Lodi, finch\u00e9 finito \u201cBenediciamo il Signore\u201d, cessiamo di stare in piedi, comandiamo anche che la stessa regola sia tenuta nei Matutini di S. Maria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VIII \u2013 Il riunirsi per il pasto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In un palazzo, ma sarebbe meglio dire refettorio, riteniamo che voi assumiate il cibo comunitariamente, e laddove si verificasse una necessit\u00e0, a causa della non conoscenza dei segni, \u00e8 opportuno chiedere sottovoce e privatamente. Cos\u00ec in ogni momento le cose che vi sono necessario con ogni umilt\u00e0 e soggezione di reverenza chiedete durante la mensa, poich\u00e9 dice l\u2019apostolo: Mangia il tuo pane in silenzio. E il Salmista vi deve animare, quando dice: Ho posto un freno alla mia bocca, cio\u00e8 ho deciso dentro di me, perch\u00e9 non venissi meno nella lingua cio\u00e8 custodivo la mia bocca perch\u00e9 non parlassi malamente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IX \u2013 La lettura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Durante il pranzo e nella cena sempre si faccia una santa lettura. Se amiamo il signore, dobbiamo desiderare di ascoltare attentamente le sue parole salutifere e i suoi precetti. Il lettore vi intima il silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>X \u2013 Uso della carne<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In settimana, se non coincidono il Natale del Signore, o la Pasqua, o la festa di S. Maria, o di tutti i Santi, vi sia sufficiente mangiare la carne solo tre volte; l\u2019abituale mangiare la carne va compresa quale grave corruzione del corpo. Se nel giorno di Marte cadesse il digiuno, per cui l\u2019uso della carne \u00e8 proibito, il giorno dopo sia dato a voi pi\u00f9 abbondantemente. Nel giorno del Signore appare senza dubbio, opportuno dare due portate a tutti i soldati professi e ai cappellani in onore della Santa Resurrezione. Gli altri invece, cio\u00e8 gli armigeri e gli aggregati, rimangono contenti di uno, ringraziando.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XI \u2013 Come debbono mangiare i soldati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 opportuno generalmente che mangino due per due, perch\u00e9 l\u2019uno sollecitamente provveda all\u2019altro, affinch\u00e9 la durezza della vita, o una furtiva astinenza non si mescoli in ogni pranzo. Questo giudichiamo giustamente, che ogni soldato o fratello abbia per s\u00e9 solo una uguale ed equivalente misura di vino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XII \u2013 Negli altri giorni siano sufficienti due o tre portate di legumi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli altri giorni cio\u00e8 nella seconda e quarta feria nonch\u00e9 il sabato, riteniamo che siano sufficienti per tutti due o tre portate di legumi o di altri cibi, o che si dica companatici cotti: e cos\u00ec comandiamo che ci si comporti, perch\u00e9 chi non possa mangiare dell\u2019uno sia rifocillato dall\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XIII \u2013 Con quale cibo \u00e8 necessario cibarsi nella feria sesta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella feria sesta riteniamo lodevole accontentarsi di prendere solamente un unico cibo quaresimale per riverenza alla passione, tenuto conto per\u00f2 della debolezza dei malati, a partire dalla festa dei santi fino a Pasqua, tranne che capiti il Natale del Signore o la festa di S. Maria o degli Apostoli. Negli altri tempi, se non accadesse un digiuno generale, si rifocillino due volte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XIV \u2013 Dopo il pranzo sempre rendano grazie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il pranzo e la cena sempre nella chiesa, se \u00e8 vicina, o, se cos\u00ec non \u00e8, nello stesso luogo, come conviene, comandiamo che con cuore umiliato immediatamente rendano grazie al sommo procuratore nostro: che \u00e8 Cristo: messi in disparte in pani interi, si comanda di distribuire come dovuto per fraterna carit\u00e0 ai servi o ai poveri i resti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XV \u2013 Il decimo del pane sia sempre dato all\u2019elemosiniere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado il premio della povert\u00e0 che \u00e8 il regno dei cieli senza dubbio spetti ai poveri: a voi tuttavia, che la fede cristiano vi confessa indubitabilmente parte di quelli, comandiamo che il decimo di tutto il pane quotidianamente consegniate al vostro elemosiniere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XVI \u2013 La colazione sia secondo il parere del maestro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando il sole abbandona la regione orientale e discende nel sonno, udito il segnale, come \u00e8 consuetudine di quella regione, \u00e8 necessario che tutti voi vi rechiate a Compieta, ma prima desideriamo che assumiate un convivio generale. Questo convivio poniamo nella disposizione e nella discrezione del maestro, perch\u00e9 quando voglia sia composto di acqua; quando con benevolenza comander\u00e0, di vino opportunamente diluito. Questo non \u00e8 necessario che conduca a grande saziet\u00e0 o avvenga nel lusso, ma si parco; infatti vediamo apostatare anche i sapienti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XVII \u2013 Terminata la Compieta si conservi il silenzio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Terminata la Compieta \u00e8 necessario recarsi al giaciglio. Ai fratelli che escono da Compieta non venga data licenza di parlare in pubblico, se non per una necessit\u00e0 impellente; quanto sta per dire al suo scudiero sia detto sommessamente. Forse pu\u00f2 capitare che in tale intervallo per voi che uscite da Compieta, per grandissima necessit\u00e0 di un affare militare, o dello stato della nostra casa, perch\u00e9 il giorno non \u00e8 stato sufficiente, sia necessario che lo stesso maestro parli con una parte dei fratelli, oppure colui al quale \u00e8 dovuto il comando della casa come maestro. Cos\u00ec questo comandiamo che avvenga; poich\u00e9 \u00e8 scritto: Nel molto parlare non sfuggirai al peccato. E altrove: La morte e la vita nelle mani della lingua. In questo colloquio proibiamo la scurrilit\u00e0, le parole inutili e ci\u00f2 che porta al riso: e a voi che vi recate a letto, se qualcuno ha detto qualcosa di stolto, comandiamo di dire l\u2019orazione del Signore con umilt\u00e0 e devota purezza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XVIII \u2013 Gli stanchi non si alzino per i Matutini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non siamo d\u2019accordo che i soldati stanchi si alzino per i Matutini, come \u00e8 a voi evidente: ma con l\u2019approvazione del maestro, o di colui al quale fu conferito dal maestro, riteniamo unanimemente che essi debbano riposare e cantare le tredici orazioni costituite, in modo che la loro mente concordi con la voce secondo quanto detto dal profeta: Salmeggiate al Signore con sapienza: e ancora: al cospetto degli angeli salmegger\u00f2 a te. Ma questo deve dipendere dal consiglio del maestro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XIX \u2013 Sia conservata comunit\u00e0 di vitto tra i fratelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si legge nella pagina Divina: Si divideva ai singoli, come era necessario per ciascuno. Perci\u00f2 non diciamo che vi sia accezione di persone ma vi deve essere considerazione delle malattie. Quando uno ha meno bisogno, ringrazi Dio, e non si rattristi: colui che ha bisogno si umili per l\u2019infermit\u00e0, non si innalzi per la misericordia, e cos\u00ec tutte le membra saranno in pace. Ma questo proibiamo ch\u00e9 a nessuno sia lecito abbracciare una astinenza fuori posto, ma conducano una vita comune costantemente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XX \u2013 Qualit\u00e0 e stile del vestito<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ordiniamo che i vestiti siano sempre di un unico colore, ad esempio bianchi, o neri, o, per cos\u00ec dire, bigi. A tutti i soldati professi in inverno e in estate, se \u00e8 possibile, concediamo vesti bianche, cosicch\u00e9 coloro che avranno posposto una vita tenebrosa, riconoscano di doversi riconciliare con il loro Creatore, mediante una vita trasparente e bianca. Che cosa di bianco, se non l\u2019integra castit\u00e0? La castit\u00e0 \u00e8 sicurezza della mente, e sanit\u00e0 del corpo. Infatti ogni militare, se non avr\u00e0 preservato nella castit\u00e0, non potr\u00e0 raggiungere la pace perpetua e vedere Dio; come attesta l\u2019apostolo San Paolo: Seguiamo la pace con tutti e la castit\u00e0, senza cui nessuno vedr\u00e0 il Signore. Ma perch\u00e9 una sia di questo stile deve essere privo della nota arroganza e del superfluo; comandiamo a tutti che abbiano tali cose affinch\u00e9 ciascuno da solo sia capace senza clamore di vestirsi e svestirsi, mettersi i calzari e levarseli. Il procuratore di questo ministero con vigile cura sia attento nell\u2019evitare questo, coloro che ricevono abiti nuovi, restituiscano subito i vecchi, da riporre in camera, o dove il fratello ci spetta il compito avesse deciso, perch\u00e9 possano servire agli scudieri o agli aggregati, oppure ai poveri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXI \u2013 I servi non portino vesti bianche, cio\u00e8 pallii<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Disapproviamo fermamente quanto era nella casa di Dio e del tempio dei suoi soldati, senza discrezione e decisione del comune capitolo, e comandiamo, che venga radicalmente eliminato quasi fosse un vizio proprio. I servi e gli scudieri portavano una volta vestiti bianchi, donde derivavano danni. Sorsero infatti in zone ultra montane alcuni falsi fratelli, sposati, ed altri, che dissero di appartenere al Tempio, mentre sono del mondo. Costoro procurarono tante ingiurie e tanti danni all\u2019ordine militare, e gli aggregati presuntuosi come professi insuperbendo fecero nascere numerosi scandali. Portino quindi sempre vestiti neri: nel caso in cui questi non possano essere trovati, abbiano quelli che si possano trovare nella provincia in cui abitano, o quanto pu\u00f2 essere avvicinato alla pi\u00f9 semplice di un unico colore, cio\u00e8 bigio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXII \u2013 I soldati professi portino solo vestiti bianchi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A nessuno \u00e8 concesso portare tuniche candide, o avere pallii bianchi, se non ai nominati soldati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXIII \u2013 Si usino solo pelli di agnelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo deciso di comune accordo, che nessun fratello professo abbia pelli di lunga durata perenne o pelliccia o qualcosa di simile, e che serva al corpo, anche per coprirlo se non di agnelli o arieti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXIV \u2013 I vecchi vestiti siano dati agli scudieri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il procuratore o datore dei vestiti con ogni attenzione dia i vecchi abiti sempre agli scudieri e agli aggregati, e talvolta ai poveri, agendo con fedelt\u00e0 ed equit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXV \u2013 Chi brama le cose migliori abbia le peggiori<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se un fratello professo, o perch\u00e9 gli \u00e8 dovuto o perch\u00e9 mosso da superbia volesse abiti belli o ottimi, meriterebbe per tale presunzione senza dubbio quelli pi\u00f9 umili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXVI \u2013 Sia rispettata la qualit\u00e0 e la quantit\u00e0 dei vestiti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario osservare la quantit\u00e0 secondo la grandezza dei corpi e la larghezza dei vestiti: colui che consegna gli abiti sia in questo attento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXVII \u2013 Colui che consegna i vestiti conservi innanzitutto l\u2019uguaglianza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il procuratore con fraterno intuito consideri la lunghezza, come sopra fu detto, con la stessa attenzione, perch\u00e9 l\u2019occhio dei sussurratori o dei calunniatori non presuma di notare alcunch\u00e9: e in tutte queste cose, umilmente mediti la ricompensa di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXVIII \u2013 L\u2019inutilit\u00e0 dei capelli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti i fratelli, soprattutto i professi, \u00e8 bene che portino capelli in modo che possano essere considerati regolari davanti e dietro e ordinati; e nella barba e nei baffi si osservi senza discussione la stessa regola, perch\u00e9 non si mostri o superficialit\u00e0 o il vizio della frivolezza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXIX \u2013 Circa gli speroni e le collane<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chiaramente gli speroni e le collane sono una questione gentilizia. E poich\u00e9 questo \u00e8 riconosciuto abominevole da tutti, proibiamo e rifiutiamo l\u2019autorizzazione a possederli, anzi vogliamo che non ci siano. A coloro che prestano servizio a tempo non permettiamo di avere n\u00e9 speroni, n\u00e9 collane, n\u00e9 capigliatura vanitosa, n\u00e9 esagerata lunghezza di vestiti, anzi del tutto proibiamo. A coloro che servono al sommo creatore \u00e8 sommamente necessaria la mondezza interna ed esterna, come egli stesso attesta, dicendo: Siate mondi, perch\u00e9 Io sono mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXX \u2013 Numero dei cavalli e degli scudieri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A ciascun soldato \u00e8 lecito possedere tre cavalli, poich\u00e9 l\u2019insigne povert\u00e0 della casa di Dio e del Tempio di Salomone non permette di aumentare oltre, se non per licenza del maestro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXXI \u2013 Nessuno ferisca uno scudiero che serve gratuitamente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Permettiamo ai singoli militari per la stessa ragione un solo scudiero. Ma se gratuitamente e caritatevolmente quello scudiero appartiene a un soldato, a costui non \u00e8 lecito flagellarlo, e neppure percuoterlo per qualsiasi colpa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXXII \u2013 In che modo siano ricevuti coloro che restano a tempo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ordiniamo a tutti i soldati che desiderano servire a tempo a Ges\u00f9 Cristo con purezza d\u2019animo nella stessa casa, di comprare fedelmente cavalli idonei in questo impegno quotidiano, e armi e quanto \u00e8 necessario. Abbiamo anche giudicato, tutto considerato, che sia cosa buona e utile valutare i cavalli. Si conservi perci\u00f2 il prezzo per iscritto perch\u00e9 non venga dimenticato: quanto sar\u00e0 necessario al soldato, o ai suoi cavalli, o allo scudiero, aggiunti i ferri dei cavalli secondo la facolt\u00e0 della casa, sia acquistato dalla stessa casa con fraterna carit\u00e0. Se frattanto il soldato per qualche evento perdesse i suoi cavalli in questo servizio; il maestro per quanto pu\u00f2 la casa, ne procurer\u00e0 altri. Al giungere del momento di rimpatriare, lo stesso soldato conceda la met\u00e0 del prezzo per amore divino, e se a lui piace, riceva l\u2019altra dalla comunit\u00e0 dei fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXXIII \u2013 Nessuno agisca secondo la propria volont\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 conveniente a questi soldati, che stimano niente di pi\u00f9 caro loro di Cristo, che per il servizio, secondo il quale sono professi, e per la gloria della somma beatitudine, o il timore della geenna, prestino continuamente obbedienza al maestro. Occorre quindi che immediatamente, se qualcosa sia stato comandato dal maestro, o da colui al quale \u00e8 stato dato mandato dal maestro, senza indugio, come fosse divinamente comandato, nel fare non conoscano indugio. Di questi tali la stessa verit\u00e0 dice: Per l\u2019ascolto dell\u2019orecchio mi ha obbedito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXXIV \u2013 Se \u00e8 lecito andare senza comando del maestro in un luogo isolato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Scongiuriamo, e fermamente ordiniamo loro, che i generosi soldati che hanno rinunciato alla propria volont\u00e0, e quanti sono aggregati, senza la licenza del maestro, o di colui cui fu conferito, di non permettersi di andare in un luogo isolato, eccetto di notte al sepolcro, in armi, e sorvegliare, poich\u00e9 l\u2019astuto nemico colpisce di giorno e di notte, o a quei luoghi che sono inclusi nelle mura della santa citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXXV \u2013 Se \u00e8 lecito camminare da soli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Coloro che viaggiano, non ardiscano iniziare un viaggio n\u00e9 di giorno n\u00e9 di notte, senza un custode, cio\u00e8 un soldato o un fratello professo. Infatti dopo che furono ospitati nella milizia, nessun militare, o scudiero o altro, si permetta di andare per vedere negli atri degli altri militari, o per parlare con qualcuno, senza permesso, come fu detto sopra. Perci\u00f2 affermiamo saggiamente, che in tale casa ordinata da Dio, nessuno secondo il suo possesso svolga il proprio servizio o riposi; ma secondo il comando del maestro ciascuno agisca cos\u00ec che imiti la sentenza del Signore, con cui ha detto: Non sono venuto a fare la mia volont\u00e0, ma di Colui che mi ha mandato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXXVI \u2013 Nessuno chieda singolarmente ci\u00f2 che \u00e8 a lui necessario<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ordiniamo, che sia scritta tra le altre come propria questa consuetudine e posta ogni attenzione confermiamo perch\u00e9 si eviti di cercare il vizio. Nessun fratello professo, deve chiedere che gli sia assegnato personalmente un cavallo o una cavalcatura o delle armi. In che modo? Se la sua malattia, o la debolezza dei sui cavalli, o la scarsezza delle sue armi, fosse riconosciuta tale, che avanzare cos\u00ec sia un danno comune: si rechi dal maestro, o da colui chi \u00e8 dovuto il ministero dopo il maestro, e gli esponga la causa con sincerit\u00e0 e purezza: infatti la cosa va risolta nella decisione del maestro, o del suo procuratore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXXVII \u2013 I morsi e gli speroni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non vogliamo che mai oro o argento che sono ricchezze particolari appaiano nei morsi o nei pettorali, n\u00e9 gli speroni, o nei finimenti, n\u00e9 sia lecito ad alcun fratello professo acquistarli. Se per caso tali vecchi strumenti fossero stati dati in dono, l\u2019oro o l\u2019argento siano colorati in modo che il colore o il decoro non appaia arroganza in mezzo agli altri. Se fossero stati dati nuovi, il maestro faccia ci\u00f2 che vuole di queste cose.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXXVIII \u2013 Sulle aste e sugli scudi non venga posta una copertura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non si abbia una copertura sopra gli scudi e le aste, perch\u00e9 secondo noi questo non \u00e8 proficuo, anzi dannoso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XXXIX \u2013 L\u2019autorizzazione del maestro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al maestro \u00e8 lecito dare cavalli o armi a chiunque, o a chi ritiene opportuno qualunque altra cosa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XL \u2013 Sacco e baule<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non sono permessi sacco e baule con il lucchetto: cos\u00ec siano presentati, perch\u00e9 non si posseggano senza il permesso del maestro, o di colui a cui furono affidati i compiti della casa e i compiti in sua vece. Da questa norma sono esclusi i procuratori e coloro che abitano in provincie diverse, e neppure \u00e8 inteso lo stesso maestro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XLI \u2013 L\u2019autorizzazione scritta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In nessun modo a un fratello sia lecito ricevere, o dare, dai propri parenti, n\u00e9 qualsiasi uomo, n\u00e9 dall\u2019uno all\u2019altro, senza il permesso del maestro o del procuratore. Dopo che un fratello avr\u00e0 avuto licenza, alla presenza del maestro, se cos\u00ec a lui piace, siano registrati. Nel caso che dai parenti sia indirizzato a lui qualcosa, non si permetta riceverla, se prima non \u00e8 stato segnalato al maestro. In questa norma non sono inclusi il maestro e i procuratori della casa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XLII \u2013 La confessione delle proprie colpe<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Siccome ogni parola oziosa si sa che genera il peccato, che cosa essi diranno ostentatamente riguardo alle proprie colpe davanti al severo giudice. Dice bene il profeta che se occorre astenersi dai buoni discorsi per il silenzio, quanto pi\u00f9 occorre astenersi dalle cattive parole per la penda del peccato. Vietiamo quindi che un fratello professo osi ricordare con un suo fratello, o con qualcun altro, per meglio dire, le stoltezze, che nel secolo nel servizio militare comp\u00ec in modo enorme, e i piaceri della carne con sciaguratissime donne, o qualsiasi altra cosa: e se per caso avesse sentito qualcuno che riferisce tali cose, lo faccia tacere, o appena pu\u00f2 si allontani per obbedienza, e al venditore d\u2019olio non offra il cuore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XLIII \u2013 Questua e accettazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se a un fratello fosse stata data qualcosa senza averla chiesta, la consegni al maestro o all\u2019economo: se un altro suo amico o parente non volesse che fosse usata se non da lui, questa non riceva fino a quando abbia il permesso del maestro. Colui al quale sar\u00e0 stata data la cosa, non dispiaccia che venga data ad un altro: sappia per certo, che se si arrabbiasse per questo, agisce contro Dio. Nella sopraddetta regola non sono contenuti gli amministratori ai quali in modo speciale \u00e8 affidato e concesso il ministero riguardo al sacco e al baule.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XLIV \u2013 I sacchi per il cibo sui cavalli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 utile a tutti che questo ordine da noi stabilito sia rispettato senza eccezioni. Nessun fratello presuma di confezionare sacchi per il cibo di lino o di lana, preparati con troppa cura: non ne abbia se non di panno grezzo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XLV \u2013 Nessuno osi cambiare o domandare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno presuma di cambiare le sue cose, fratello con il fratello, senza l\u2019autorizzazione del maestro, e chiedere qualcosa, se non fratello al fratello, purch\u00e9 la cosa sia piccola, vile, non grande.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XLVI \u2013 Nessuno catturi un uccello con un uccello, neppure proceda con il richiamo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Noi giudichiamo con sentenza comune che nessuno osi catturare un uccello con un uccello. Non conviene infatti aderire alla religione conservando i piaceri mondani, ma ascoltare volentieri i comandamenti del Signore, frequentemente applicarsi alle preghiere, confessare a Dio i propri peccati con lacrime e gemito quotidianamente nella preghiera. Nessun fratello professo per questa causa principale presuma di accompagnarsi con un uomo che opera con il falco o con qualche altro uccello.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XLVII \u2013 Nessuno colpisca una fiera con l\u2019arco o la balestra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 conveniente camminare in atteggiamento pio, con semplicit\u00e0, senza ridere, umilmente, non pronunciando molte parole, ma ragionando, e non con voce troppo elevata. Specialmente imponiamo e comandiamo ad ogni fratello professo di non osare entrare in un bosco con arco o balestra o lanciare dardi: non vada con colui che fece tali cose se non per poterlo salvare da uno sciagurato pagano: n\u00e9 osi gridare con un cane n\u00e9 garrire; n\u00e9 spinga il suo cavallo per la bramosia di catturare la fiera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XLVIII \u2013 Il leone sia sempre colpito<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Infatti \u00e8 certo, che a voi fu specialmente affidato il compito di offrire la vita per i vostri fratelli, e eliminare dalla terra gli increduli, che sempre minacciano il Figlio della Vergine. Del leone questo leggiamo, perch\u00e9 egli circuisce cercando chi divorare, e le sue mani contro tutti, e le mani di tutti contro lui.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>XLIX \u2013 Ascoltate il giudizio riguardo a quanto \u00e8 chiesto su di voi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo che i persecutori della Santa Chiesa sono senza numero, e si affrettano incessantemente e sempre pi\u00f9 crudelmente ad inquietare coloro che non amano le contese. In questo si tenga la sentenza del Concilio fatta con serena considerazione, che se qualcuno nelle parti della regione orientale, o in qualunque altro luogo chiedesse qualcosa su di voi, a voi comandiamo di ascoltare il giudizio emesso da giudici fedeli e amanti del vero; e ci\u00f2 che sar\u00e0 giusto, comandiamo che voi compiate senza esitazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L \u2013 In ogni cosa sia tenuta questa regola<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa stessa regola comandiamo che venga tenuta per sempre in tutte le cose che immeritatamente sono state a voli tolte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LI \u2013 Quando \u00e8 lecito a tutti i militari professi avere una terra e degli uomini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Crediamo che per divina provvidenza nei santi luoghi prese inizio da voi questo genere nuovo di religione che cio\u00e8 alla religione sia unita la milizia e cos\u00ec per la religione proceda armata mediante la milizia, o senza colpa colpisca il nemico. Giustamente quindi giudichiamo, poich\u00e9 siamo chiamati soldati del Tempio che voi stessi per l\u2019insigne e speciale merito di probit\u00e0 abbiate casa, terra, uomini, contadini e giustamente li governate: e a voi \u00e8 dovuto in modo particolare quanto stabilito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LII \u2013 Ai malati sia dedicata un\u2019attenzione particolare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ai fratelli che stanno male occorre prestare una cura attentissima, come si servisse a Cristo in loro: il detto evangelico, sono stato infermo e mi visitaste sia attentamente ricordato. Costoro vanno sopportati pazientemente, perch\u00e9 mediante loro senza dubbio si acquista una retribuzione superiore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LIII \u2013 Agli infermi sia sempre dato ci\u00f2 che \u00e8 necessario<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Agli assistenti degli infermi comandiamo con ogni osservanza e attenta cura, che quanto \u00e8 necessario per le diverse malattie, fedelmente e diligentemente, secondo le possibilit\u00e0 della casa sia loro amministrato, ad esempio, carne e volatili ed altro, fino quando siano restituiti alla sanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LIV \u2013 Nessuno provochi l\u2019altro all\u2019ira<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Massima attenzione va posta perch\u00e9 qualcuno non presuma di provocare l\u2019altro all\u2019ira: infatti la somma clemenza della vicina divina fraternit\u00e0 congiunse tanto i poveri quanto i potenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LV \u2013 In che modo siano accolti i fratelli sposati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Permettiamo a voi di accogliere i fratelli sposati in questo modo, se chiedono il beneficio e la partecipazione della vostra fraternit\u00e0, entrambi concedano una parte della loro sostanza e quanto avessero ad acquistare lo diano all\u2019unit\u00e0 del comune capitolo dopo la loro morte, e frattanto conducano una vita onesta, e si studino di agire bene verso i fratelli, ma non portino la veste candida e il mantello bianco. Se il marito fosse morto prima, lasci la sua parte ai fratelli: la moglie ricavi il sostegno della vita dall\u2019altra parte. Consideriamo infatti questo ingiusto che fratelli di questo tipo risiedano nella stessa casa dei fratelli che hanno promesso la castit\u00e0 a Dio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LVI \u2013 Non si abbiano pi\u00f9 sorelle<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Riunire ancora sorelle \u00e8 pericoloso: l\u2019antico nemico a causa della compagnia femminile cacci\u00f2 molti dalla retta via del paradiso. Perci\u00f2, fratelli carissimi, perch\u00e9 sempre tra voi sia visibile il fiore dell\u2019integrit\u00e0, non \u00e8 lecito mantenere ancora questa consuetudine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LVII \u2013 I fratelli del Tempio non abbiano parte con gli scomunicati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo, fratelli \u00e8 da evitare e da temere, che qualcuno dei soldati di Cristo in qualche modo si unisca ad una persona scomunicata singolarmente e pubblicamente, o presuma di ricevere le sue cose, perch\u00e9 la scomunica non sia simile al marantha (vieni Signore). Ma se fosse soltanto interdetto, non sar\u00e0 fuori posto avere parte con lui, e ricevere caritatevolmente le sue cose.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LVIII \u2013 In che modo vanno ricevuti i soldati secolari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se un soldato dalla massa della perdizione, o un altro secolare, che volesse rinunziare al mondo, volesse scegliere la nostra comunione e vita, non si dia a lui subito l\u2019assenso, ma secondo la parola di Paolo, provate gli spiriti se sono da Dio cos\u00ec a lui sia concesso l\u2019ingresso. Si legga dunque la Regola in sua presenza: e se costui ottemperer\u00e0 diligentemente ai comandi di questa esimia Regola, allora se al maestro e ai fratelli sar\u00e0 piaciuto riceverlo, convocati i fratelli esponga con purezza d\u2019animo a tutti il suo desiderio e la sua richiesta. In seguito il termine della prova dipenda in tutto dalla considerazione e dalla decisione del maestro, secondo l\u2019onest\u00e0 di vita del richiedente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LIX \u2013 Non siano chiamati tutti i fratelli al consiglio privato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ordiniamo che non sempre siano convocati al consiglio tutti i fratelli, ma solo quelli che il maestro avr\u00e0 ritenuto idonei e provvidenziali per il consiglio. Quando volesse trattare le questioni maggiori, quale dare la terra comune, o discutere dell\u2019Ordine stesso, o ricevere un fratello: allora \u00e8 opportuno convocare tutta la congregazione, se cos\u00ec ritiene il maestro; udito il parere di tutto il capitolo, quanto di meglio e di pi\u00f9 utile il maestro avr\u00e0 ritenuto opportuno, questo si faccia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LX \u2013 Devono pregare in silenzio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ordiniamo con parere concorde che, come avr\u00e0 richiesto la propensione dell\u2019anima e del corpo, i fratelli preghino in piedi o seduti: tuttavia con massima riverenza con semplicit\u00e0, senza chiasso, perch\u00e9 uno non disturbi l\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LXI \u2013 Ricevere la fede dei serventi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo appreso che molti da diverse province, tanto aggregati, quanto scudieri desiderano vincolarsi nella nostra casa a tempo con animo fervoroso per la salvezza delle anime. \u00c8 utile che riceviate la fede loro, affinch\u00e9 per caso l\u2019antico nemico non intimi loro nel servizio di Dio alcunch\u00e9 furtivamente o indecentemente, o li distolga improvvisamente dal buon proposito.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LXII \u2013 I fanciulli, fin quando sono piccoli, non siano ricevuti tra i fratelli del Tempio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene la Regola dei Santi Padri permetta di avere dei fanciulli in una congregazione, noi non riteniamo di dover caricare voi di tale peso. Chi volesse dare in perpetuo suo figlio, o un suo congiunto, nella religione militare: lo nutra fino agli anni, in cui virilmente con mano armata possa eliminare dalla Terra Santa i nemici di Cristo: in seguito secondo la Regola il padre o i genitori lo pongano in mezzo ai fratelli, e rendano nota la sua richiesta. \u00c8 meglio nella fanciullezza non giurare, piuttosto che diventato uomo ritirarsi in modo clamoroso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LXIII- Sempre i vecchi siano venerati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 bene che i vecchi con pia considerazione, secondo la debolezza delle forze siano sopportati e diligentemente onorati: i nessun modo si usi severit\u00e0 in quanto la tolleranza \u00e8 necessaria per il corpo, salva tuttavia l\u2019autorit\u00e0 della Regola.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LXIV \u2013 I fratelli che partono per diverse province<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I fratelli che si incamminano per diverse province, per quanto lo permettano le forze, si impegnino a osservare la Regola nel cibo e nella bevanda e nelle altre cose, e vivano in modo irreprensibile, perch\u00e9 abbiano buona testimonianza da coloro che stanno fuori: non macchino il proposito di religione n\u00e9 con parola n\u00e9 con atto, ma soprattutto a coloro, con i quali si sono incontrati, offrano esempio e sostanza di sapienza e di buone opere. Colui presso il quale avranno deciso di alloggiare, abbia buona fama: e, se \u00e8 possibile, la casa dell\u2019ospite in quella notte non manchi della candela, affinch\u00e9 il nemico tenebroso non procuri la morte, Dio non voglia. Quando avranno sentito di riunire soldati non scomunicati, diciamo che col\u00e0 devono andare non preoccupandosi di una utilit\u00e0 temporale, quanto piuttosto della salvezza eterna delle loro anime. Ai fratelli diretti nelle zone aldil\u00e0 del mare con la speranza di essere trasportati, raccomandiamo di ricevere con questa convenzione coloro che avessero voluto unirsi in perpetuo all\u2019Ordine militare: entrambi si presentino al Vescovo di quella provincia e il presule ascolti la volont\u00e0 di colui che chiede. Ascoltata la richiesta, il fratello lo invii al maestro e ai fratelli che si trovano nel Tempio che \u00e8 in Gerusalemme: e se la sua vita \u00e8 onesta e degna di tale appartenenza, misericordiosamente sia accolto, se questo sembra bene al maestro e ai fratelli. Se nel frattempo morisse, a causa del lavoro e della fatica, come a un fratello, a lui sia riconosciuto tutto il beneficio e la fraternit\u00e0 dei poveri e dei commilitoni di Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LXV- A tutti sia distribuito in modo uguale il vitto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pensiamo anche che questo in modo congruo e ragionevole sia rispettato, che a tutti i fratelli professi sia dato cibo in eguale misura secondo la possibilit\u00e0 del luogo: non \u00e8 infatti utile l\u2019accezione delle persone, ma \u00e8 necessario considerare le indisposizioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LXVI \u2013 I soldati abbiano le decime del Tempio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Crediamo che avendo abbandonato le ricchezze a voi donate abbiate ad essere soggetti alla spontanea povert\u00e0, per cui in questo modo abbiamo dimostrato in quale modo spettino a voi che vivete in vita comune le decime. Se il Vescovo della chiesa, al quale \u00e8 dovuta giustamente la decima, avr\u00e0 voluto darla a voi caritatevolmente: deve dare a voi le decime che allora la Chiesa sembra possedere con il consenso del capitolo comune. Se un laico dovesse impossessarsi di essa (decima) o sottrarla dal suo patrimonio in modo condannabile, e confessando la propria colpa avr\u00e0 voluto lasciare a voi la stessa: secondo la discrezione di colui che presiede questo pu\u00f2 essere fatto, senza il consenso del capitolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LXVII \u2013 Le colpe leggere e gravi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se un fratello avr\u00e0 sbagliato in modo lieve nel parlare, nell\u2019agire o altrimenti, egli stesso confessi al maestro il suo peccato con l\u2019impegno della soddisfazione. Per le cose lievi, se non esiste una consuetudine, ci sia una lieve penitenza. Nel caso in cui tacesse e la colpa fosse conosciuta attraverso un altro, sia sottoposto a una disciplina e ad una riparazione maggiore e pi\u00f9 evidente.Se la colpa sar\u00e0 grave, si allontani dalla familiarit\u00e0 dei fratelli, n\u00e9 mangi con loro alla stessa mensa, ma da solo assuma il pasto. Il tutto dipenda dalla decisione e dall\u2019indicazione del maestro, affinch\u00e9 sia salvo nel giorno del giudizio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LXVIII \u2013 Per quale colpa il fratello non sia pi\u00f9 accolto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Soprattutto occorre provvedere che, nessun fratello, sia potente o impotente, forte o debole, voglia esaltarsi e poco a poco insuperbire, difendere la propria colpa, possa rimanere indisciplinato: ma, se non avr\u00e0 voluto correggersi, a lui venga data una correzione pi\u00f9 severa. Che se non avr\u00e0 voluto correggersi con pie ammonizioni e per le preghiere a lui innalzate, ma si sar\u00e0 innalzato sempre pi\u00f9 nella superbia: allora secondo l\u2019apostolo, sia sradicato dal pio gregge: togliete il male da voi: \u00e8 necessario che la pecora malata sia allontanata dalla societ\u00e0 dei fratelli fedeli. Inoltre il maestro che deve tenere in mano il bastone e la verga (cio\u00e8 il bastone, con cui sostenga le debolezze delle altre forze, la verga con cui colpisca con lo zelo della rettitudine i vizi di coloro che vengono meno) con il consiglio del Patriarca e con una considerazione spirituale sul da farsi affinch\u00e9, come dice il beato Massimo, la pi\u00f9 libera clemenza non approvi l\u2019arroganza del peccatore, n\u00e9 l\u2019esagerata severit\u00e0 non richiami dall\u2019errore chi sbaglia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LXIX \u2013 Dalla solennit\u00e0 di Pasqua fino a Tutti i Santi si possa soltanto portare una camicia di lino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per il grande caldo della regione orientale, consideriamo compassionevolmente, che dalla festa di Pasqua fino alla solennit\u00e0 di Tutti i Santi, si dia a ciascuno una unica camicia di lino, non per il dovuto, ma per sola grazia, e questo dico per chi vorr\u00e0 usufruire di essa. Negli altri tempi generalmente tutti portino camicie di lana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LXX \u2013 Quanti e quali panni siano necessari nel letto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per coloro che dormono nei singoli letti riteniamo di comune consiglio, se non sopravviene qualche grave causa o necessit\u00e0: ciascuno abbia biancheria secondo la discreta assegnazione del maestro: crediamo infatti che a ciascuno sia sufficiente un pagliericcio, un cuscino e una coperta. Colui che manca di uno di questi, prenda una stuoia, e in ogni tempo sar\u00e0 lecito usufruire di una coperta di lino, cio\u00e8 un panno: dormano vestiti con la camicia, e sempre dormano indossando gli stivali. Mentre i fratelli dormono, fino al mattino non manchi la lucerna.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LXXI \u2013 Va evitata la mormorazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ordiniamo a voi, per divino ammonimento di evitare, quasi peste da fuggire, le emulazioni, il livore, le mormorazioni, il sussurrare, le detrazioni. Si impegni ciascuno con animo vigile, a non incolpare o riprendere il suo fratello ma ricordi tra se la parola dell\u2019apostolo: non essere un accusatore, n\u00e9 diffamatore del popolo. Quando qualcuno avr\u00e0 conosciuto che un fratello ha peccato in qualcosa, in pace e fraterna piet\u00e0, secondo il precetto del Signore, lo corregga tra s\u00e9 e lui solo: e se non lo avr\u00e0 ascoltato prenda un altro fratello: ma se avr\u00e0 disprezzato entrambi, in riunione davanti al capitolo tutto sia rimproverato. Soffrono di grave cecit\u00e0, coloro che calunniano gli altri; sono di grande infelicit\u00e0 coloro che non si guardano dal livore: da qui sono immersi nell\u2019antica iniquit\u00e0 dell\u2019astuto nemico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LXXII \u2013 Si evitino i baci di tutte le donne<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Consideriamo pericoloso per ogni religioso guardare lungamente il volto delle donne: perci\u00f2 un fratello non osi baciare n\u00e9 una vedova, n\u00e9 una nubile, n\u00e9 la madre, n\u00e9 la sorella, n\u00e9 un\u2019amica, n\u00e9 nessuna altra donna. Fugga dunque la milizia di Cristo i baci femminili, attraverso i quali gli uomini spesso sono in pericolo: cos\u00ec con coscienza pura e vita libera pu\u00f2 perennemente conversare al cospetto del Signore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel Concilio di Troyes del 1129 San Bernardo da Chiaravalle, il teologo pi\u00f9 influente del tempo, scrisse e fece approvare la Regola dei Templari. 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